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Giornata Mondiale della Tubercolosi 2019, Spallanzani: i progressi alla lotta della malattia

News    0 Commenti     27/03/2019

 

Il 24 marzo 1882 Robert Koch comunica la scoperta dell’agente eziologico della tubercolosi ancora oggi chiamato Bacillo di Koch. In questa data in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Tubercolosi, con l’intento di divulgare, educando, sulle problematiche correlate a questa malattia e sui successi raggiunti per contribuire all’eradicazione della malattia e dell’infezione.

Il tema della Giornata mondiale della tubercolosi 2019 – “È ora” – pone l’accento sull’urgenza di agire sugli impegni assunti globalmente e compresi nella strategia “END-TB” dell’OMS, cioè: – favorire prevenzione e trattamento; – incrementare il senso di responsabilità; – assicurare finanziamenti sufficienti e sostenibili anche per la ricerca; – promuovere la fine dello stigma e della discriminazione; – promuovere una strategia di lotta alla TB equa, basata sui diritti e incentrata sulle persone.

La Tubercolosi è una delle prime 10 cause di morte in tutto il mondo. Nel 2017, 10 milioni di persone si sono ammalate e 1,6 milioni sono morte a causa di questa malattia. Benché a livello globale si sia assistito ad un calo dell’incidenza (2% per anno) ancora molto rimane da fare per raggiungere gli obiettivi di eradicazione della malattia proposti dall’OMS.

Il rapporto sulla sorveglianza e il monitoraggio della Tubercolosi in Europa 2019 (dati 2017) del Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie Infettive (ECDC) mostra che, nonostante una diminuzione generale del numero di persone affette da Tubercolosi, la malattia rimane una delle principali sfide di sanità pubblica anche in Europa.

In Italia nel 2018 sono state diagnosticati (fonte ECDC) 3944 casi di Tubercolosi, sostanzialmente stabili rispetto agli anni precedenti, con il 70% dei casi a localizzazione polmonare. Le forme di Tubercolosi Multiresistente (MDR – MultiDrug Resistant) ed estensivamente resistente (XDR – eXtensively Drug Resistant), che a livello globale rappresentano una sfida per il controllo e l’eradicazione della malattia, sono stimate in circa 90 casi nell’anno. Purtroppo non sono riportati nel nostro paese dati aggiornati sugli esiti delle cure in questa particolare popolazione.

L’Istituto “L. Spallanzani” garantisce gli standard internazionali per la cura della Tubercolosi come certificato dall’ECDC di Stoccolma. Inoltre è in grado di garantire capacità diagnostiche avanzate con appropriati livelli di biosicurezza ed adeguati livelli di isolamento respiratorio in stanze a pressione negativa, insieme alle competenze di ricerca internazionale.

Da anni l’Istituto è impegnato in prima linea nel controllo della Tubercolosi e rappresenta il principale centro della Regione Lazio per volume di attività sulla malattia. Ogni anno, infatti, vengono dimessi dall’Istituto circa 350 pazienti con Tubercolosi e in media 15 pazienti con forme multiresistenti MDR e XDR per le quali l’INMI funziona di fatto come centro di riferimento regionale, essendo l’unico centro della Regione autorizzato alla prescrizione dei nuovi farmaci Bedaquilina e Delamanid (circa il 20% dei casi MDR/XDR trattati in Italia).

I pazienti vengono accolti in un percorso ambulatoriale di “presa in carico”, in cui un team multidisciplinare e multiprofessionale si occupa di garantire la prosecuzione delle cure, anche nei soggetti più vulnerabili, e la gestione di eventi avversi dovuti alla prolungata terapia. L’Istituto è, inoltre, da sempre impegnato con il SERESMI ed in collaborazione con i Servizi di Igiene e Prevenzione della Regione, nella sorveglianza e nella prevenzione della malattia, contribuendo in maniera fattiva e sostanziale agli obiettivi di eradicazione della malattia auspicati nella strategia “END-TB” dell’OMS.

Gli ambiti di ricerca dell’Istituto sulla Tubercolosi comprendono la ricerca di base, la ricerca traslazionale, quella epidemiologica e clinica come documentato dalle prestigiose pubblicazioni internazionali. L’attività di ricerca clinica ha permesso di descrivere nel nostro paese l’esito e l’incidenza degli effetti collaterali dovuti ai farmaci in una popolazione di pazienti con Tubercolosi multiresistente (MDR/XDR), documentando tassi di cura ampiamente in linea con quanto richiesto dall’OMS.

 

Dott.ssa Gina Gualano*

Dott. Fabrizio Palmieri**


*Dirigente medico Pneumologo

IRCCS Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani”

 

**Direttore U.O.C. Malattie Infettive dell’Apparato Respiratorio
IRCCS Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “L. Spallanzani”

 

 

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