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Anche se hai già ricevuto una diagnosi, capire bene come funzionano i test può aiutarti a sentirti più tranquillo e a spiegare le cose a partner, amici e familiari. Qui trovi le informazioni essenziali, in modo semplice.
L’unico modo per sapere se c’è stata l’infezione è fare un test sul sangue. Di solito non serve essere a digiuno e il risultato arriva in pochi giorni. Nei test più moderni (detti “di quarta generazione”) si cercano gli anticorpi prodotti dal corpo e una proteina del virus (antigene p24). Questo aumenta l’affidabilità e permette diagnosi più precoci.
Dopo un comportamento a rischio, il corpo ha bisogno di tempo per far comparire nel sangue segnali visibili al test. Questo tempo si chiama periodo finestra.
• Con i test di quarta generazione, un risultato è già attendibile dopo ~20 giorni.
• Per avere un esito definitivo si considera ~40 giorni dall’eventuale esposizione. Se il test è fatto troppo presto, può risultare negativo anche se l’infezione è appena iniziata: per questo a volte va ripetuto.
Esistono test che si fanno con una goccia di sangue o con la saliva e danno una risposta in minuti. Sono utili come primo controllo, ma hanno un periodo finestra più lungo (circa 90 giorni). Se risultano positivi o dubbi, devono essere confermati con un test su prelievo di sangue in laboratorio.
Il test si può fare gratuitamente nei centri pubblici dedicati. In molti casi non serve ricetta, e puoi chiedere che sia fatto in anonimato. Il risultato viene consegnato di persona da personale sanitario formato. Per i minorenni, oggi è richiesta l’autorizzazione di un genitore o tutore; in ogni caso i ragazzi possono rivolgersi ai centri per avere consulenza riservata e orientamento.
Le linee guida consigliano di farlo almeno una volta nella vita a chi è sessualmente attivo, e più spesso se ci sono comportamenti a rischio (rapporti non protetti, più partner, uso condiviso di aghi). Il test è sempre raccomandato in caso di altre infezioni sessuali e durante la gravidanza (alla donna e al partner). Se pensi di esserti esposto nelle ultime 48–72 ore, vai subito in pronto soccorso o in un centro infettivologico: potrebbe essere indicata la PEP (profilassi post-esposizione).
Dopo il test di diagnosi, il tuo percorso continuerà con esami di controllo (come la carica virale e i CD4) per verificare che la terapia stia funzionando. Questi esami sono diversi dal test di diagnosi e servono a guidare le cure nel tempo.
In sintesi: il test è semplice, riservato e gratuito; il periodo finestra spiega perché a volte va ripetuto; in caso di rischio recente esiste la PEP; dopo la diagnosi, i controlli periodici ti aiutano a restare in salute.
References
HIV e AIDS – Salute Lazio. (n.d.). https://www.salutelazio.it/hiv-e-aids
Articolo 1: HIV e AIDS, cosa sono?
Articolo 2: La trasmissione del virus, come avviene?
Articolo 3: Tutto quello che devi sapere sul test
Articolo 4: La prevenzione, strumenti per proteggersi
Articolo 5: Il trattamento e la profilassi
Articolo 6: Non rilevabile, non trasmissibile (U=U)
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