{"id":3621,"date":"2019-06-10T10:11:53","date_gmt":"2019-06-10T08:11:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.inmi.it\/?page_id=3621"},"modified":"2019-06-10T11:47:18","modified_gmt":"2019-06-10T09:47:18","slug":"progetto-clostridioides-difficile","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.inmi.it\/pt\/progetto-clostridioides-difficile\/","title":{"rendered":"Progetto Clostridioides difficile"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; text_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;17px&#8221; header_line_height=&#8221;1.2em&#8221; text_letter_spacing=&#8221;1px&#8221; header_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<h1><span style=\"color:#066dff\"><strong>PROGETTO ESECUTIVO-PROGRAMMA  CCM 2016<\/strong><\/p>\n<p><\/span><\/h1>\n<h2><span style=\"color:#0682ff\"><i> \u201dCARATTERISTICHE DELL\u2019INFEZIONE DA CLOSTRIDIUM DIFFICILE, PATOGENESI E VIE DI TRASMISSIONE\u201d<\/i><\/span><\/h2>\n<p>Il Clostridium difficile (CD) \u00e8 un bacillo Gram-positivo, anaerobico e sporigeno identificato da Hall e O\u2019Toole nel 1935 e cos\u00ec chiamato per la grande difficolt\u00e0 di isolarlo nei normali terreni di coltura per la sua crescita molto lenta<sup>1<\/sup>, responsabile di una variet\u00e0 di condizioni cliniche che vanno dalla diarrea lieve fino a quadri gravi di colite pseudomembranosa, megacolon tossico e perforazione intestinale. Ampiamente diffuso nel suolo e presente anche nell\u2019apparato gastrointestinale di cani, gatti, cavalli, maiali, roditori, il CD fa parte della norma flora saprofita dell\u2019intestino e colonizza tra il 3% e il 15% degli adulti sani. Pu\u00f2 essere inoltre isolato nell\u2019 80% delle feci dei bambini fino a 1 anno di et\u00e0 (colonizzazione favorita dall\u2019immaturit\u00e0 della flora batterica intestinale, ma incapacit\u00e0 della tossina di legarsi ai recettori degli enterociti ancora immaturi)<sup>2<\/sup>.  <\/p>\n<p>Del CD esistono sia ceppi tossigenici (cio\u00e8 produttori di tossine) che non tossigenici, ma solo le forme tossigeniche sono causa di malattia negli esseri umani. La patogenicit\u00e0 dipende infatti dalla presenza delle tossine A (TcdA, enterotossina) e B (TcdB, citotossina). Tutti i ceppi tossigenici esprimono la tossina TcdB, con o senza la tossina TcdA. La tossina B ha infatti attivit\u00e0 citotossica pi\u00f9 potente della tossina A.<\/p>\n<p>Entrambe le tossine sopravvivono nell\u2019ambiente acido dello stomaco e sono in grado di legarsi alla superficie delle cellule epiteliali delle mucose intestinali dove vengono internalizzate e dove catalizzano la glicosilazione di alcune proteine citoplasmatiche, con successiva morte cellulare. Una terza tossina patogena, la tossina binaria (CDT), \u00e8 prodotta da alcuni ceppi di C. difficile. Questa tossina ha dimostrato di incrementare la virulenza di C. difficile attraverso l&#8217;adenosina difosfato-ribosilazione di actina, inducendo la formazione di protrusioni di microtubuli nelle cellule facilitando l\u2019adesione del batterio sulla superficie cellulare<sup>3<\/sup>. <\/p>\n<p>Esistono ceppi che producono quantit\u00e0 massive di tossine, cio\u00e8 i ceppi ipervirulenti, comparsi sin dal 2000. In particolare, C. difficile PCR-ribotipo 027 (BI\/NAP1\/027) \u00e8 stato associato ad un aumento della gravit\u00e0 dei casi, delle ricorrenze e della mortalit\u00e0<sup>4<\/sup>. Il ceppo produce entrambe le tossine in gran quantit\u00e0 a causa di una mutazione (delezione) del gene regolatore tdcC e possiede, analogamente ad altre specie di Clostridi, la tossina binaria. Oltre allo 027, anche altri ribotipi epidemici sono emersi, alcuni a diffusione internazionale, come lo 078, anch\u2019esso ipervirulento <sup>5<\/sup>, altri a circolazione nazionale, come lo 018 in Italia <sup>6<\/sup>.<br \/>\nLa trasmissione di CD \u00e8 oro-fecale tramite <strong>le spore<\/strong>, resistenti al calore, radiazioni, essicamento e ai comuni disinfettanti, e che possono persistere nell\u2019ambiente per molti mesi. Le spore sono resistenti alla barriera acida dello stomaco e germinano nel colon trasformandosi nella <strong>forma vegetativa che produce le tossine<\/strong>. Il livello della contaminazione ambientale delle spore di C. difficile aumenta con la gravit\u00e0 della diarrea. Il principale serbatoio di CD \u00e8 costituito dall\u2019ambiente contaminato da spore (oggetti, dispositivi, superfici) e dai soggetti con infezione intestinale sintomatica o, in minor misura, dai portatori asintomatici.<br \/>\nI pazienti e\/o operatori sanitari possono trasmettere e\/o acquisire C. difficile tramite il contatto con superfici e oggetti contaminati (termometri, fonendoscopi, telefoni cellulari ecc.), mediante contaminazione con le cellule vegetative e spore. Le mani degli operatori sanitari sono le pi\u00f9 probabili fonti di trasmissione<sup>7<\/sup>. <\/p>\n<p><strong>FATTORI DI RISCHIO<\/strong><\/p>\n<p>Le principali condizioni predisponenti alle CDI sono l\u2019esposizione al microrganismo e l\u2019alterazione della microflora intestinale, ad esempio a seguito di trattamento antibiotico; virtualmente ogni antibiotico pu\u00f2 essere associato con CDI ma nella pratica alcuni, come ampicillina, clindamicina, fluorochinoloni 8, cefalosporine e carbapenemi sono associati a un maggior rischio, altri, come il cotrimoxazolo, sono raramente all\u2019origine del problema. La popolazione target \u00e8 costituita da pazienti anziani (tutte le et\u00e0 sono potenzialmente a rischio, con eccezione dei bambini piccoli, ma l\u2019et\u00e0 superiore a 65 anni \u00e8 di per s\u00e9 un fattore di rischio, che diviene pi\u00f9 significativo oltre gli 80 anni), degenti in strutture per acuti o lungodegenze, pazienti affetti da malattie croniche (insufficienza renale cronica, fibrosi cistica, neoplasie ematologiche, malattia infiammatoria cronica intestinale, ecc.) e\/o immunodepressi. Altri fattori di rischio sono rappresentati dagli interventi chirurgici gastrointestinali, alimentazione con sondino naso-gastrico e dall\u2019assunzione di farmaci che riducono la produzione degli acidi gastrici, come gli inibitori di pompa protonica<sup>9<\/sup>.<\/p>\n<p><sub>1.\tLamont JT1. Theodore E. Woodward Award. How bacterial enterotoxins work insights from in vivo studies. Trans Am Clin Climatol Assoc. 2002; 113:167-80; discussion 180-1.<\/sub><br \/>\n<sub>2.\t Jangi S, Lamont JT. Asymptomatic colonization by Clostridium difficile in infants: implications for disease in later life. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2010 Jul; 51:2-7.<\/sub><br \/>\n<sub>3.\tKristin E. Burke and J. Thomas Lamont.  Clostridium difficile Infection: A Worldwide Disease. Gut and Liver, Vol. 8, No. 1, January 2014, pp. 1-6.<\/sub><br \/>\n<sub>4. \tCartman ST, Heap JT, Kuehne, SA, et al. The emergence of \u201chypervirulence\u201d in Clostridium difficile. Int J Med Microbiol 2010;300(6):387-95. <\/sub><br \/>\n<sub>5. \t Goorhuis A, Bakker D, Corver J, et al. Emergence of Clostridium difficile infection due to a new hypervirulent strain, polymerase chain reaction ribotype 078. Clin Infect Dis 2008; 47(9):1162-70.<\/sub><br \/>\n<sub>6. \tSpigaglia P, Barbanti F, Dionisi AM, et al. Clostridium difficile isolates resistant to fluoroquinolones in Italy: emergence of PCR ribotype 018. J Clin Microbiol 2010; 48(8):2892-6.<\/sub><br \/>\n<sub>7.\tAPIC Association for Professionals in Infection Control and Epidemiology. Guide to Preventing Clostridium difficile Infections. 2013.<\/sub><br \/>\n<sub>8. \tPepin J. Emergence of fluorquinolones as the predominant risk factor for CDAD: a cohort study during an epidemic in Quebec. Clin Infect Dis 2005; 41:1254-1260<\/sub><br \/>\n<sub>9. \tVesteinsdottir I, Gudlaugsdottir S, Einarsdottir R, et al. Risk factors for Clostridium difficile toxin-positive diarrhea: a population-based prospective case-control study. Eur J Clin Micribiol Infect Dis 2012;31(10):2601<\/sub><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; text_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221; text_font_size=&#8221;17px&#8221; header_line_height=&#8221;1.2em&#8221; text_letter_spacing=&#8221;1px&#8221; header_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<h2><span style=\"color:#0682ff\"><i> \u201dClostridium difficile: buone pratiche per la diagnosi, la sorveglianza, la comunicazione e il controllo della diffusione nelle strutture sanitarie\u201d<\/i><\/span><\/h2>\n<p>500 mila pazienti\/anno sviluppano un\u2019infezione correlata all\u2019assistenza in Italia. <\/p>\n<ul><strong>Malattia da Clostridium difficile:<\/strong> <\/p>\n<li>particolare rilevanza epidemiologica e clinica;<\/li>\n<li>infezione acquisita tipicamente in ambito assistenziale;<\/li>\n<li>carattere epidemico;<\/li>\n<li>casi comunitari in aumento. <\/li>\n<\/ul>\n<p>Infezioni di gravit\u00e0 variabile dalla diarrea lieve alla colite pseudomembranosa, il megacolon tossico e la perforazione intestinale.<br \/>\nIncidenza significativamente aumentata negli ultimi 15 anni con aumento della frequenza di forme clinicamente severe e della mortalit\u00e0 associata alla malattia.<\/p>\n<p><strong>COORDINATORE SCIENTIFICO DEL PROGETTO:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Nicola Petrosillo<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>UNITA\u2019 OPERATIVE COINVOLTE<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Istituto Nazionale per le Malattie Infettive \u201cLazzaro Spallanzani\u201d<\/li>\n<li>Divisione Malattie Infettive, Ospedale Universitario di Udine<\/li>\n<li>Ospedale Monaldi, Napoli<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_toggle _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; title=&#8221;OBIETTIVO GENERALE&#8221; icon_color=&#8221;#0c71c3&#8243; title_level=&#8221;h3&#8243; title_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Migliorare l\u2019efficienza della diagnosi di infezione da Clostridium difficile e ridurre la diffusione ospedaliera di tale infezione<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Risultati attesi<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Aumentare la percentuale di laboratori che utilizzano i metodi consigliati dalle linee guida per la diagnosi di CDI.<\/li>\n<li>Ridurre la diffusione di CDI nelle strutture sanitarie.<\/li>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; title=&#8221;OBIETTIVO SPECIFICO 1&#8243; icon_color=&#8221;#0c71c3&#8243; title_level=&#8221;h3&#8243; title_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Descrivere le metodiche diagnostiche utilizzate in un campione di strutture ospedaliere del Nord, Centro e Sud del Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Indicatore di risultato<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Elaborazione di un documento che descrive le metodiche diagnostiche utilizzate in un campione di strutture ospedaliere del Nord, Centro e Sud del Paese<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Attivit\u00e0 previste per il raggiungimento dell\u2019obiettivo specifico<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Questionario per l\u2019indagine ai referenti del laboratorio di Microbiologia di ogni struttura sanitaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; title=&#8221;OBIETTIVO SPECIFICO 2&#8243; icon_color=&#8221;#0c71c3&#8243; title_level=&#8221;h3&#8243; title_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Descrivere le misure di controllo della diffusione di C. difficile messe in atto in strutture assistenziali del Nord, Centro e Sud del Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Indicatore di risultato<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Elaborazione di un documento che descrive le misure di controllo della diffusione di C. difficile messe in atto nelle strutture in un campione di strutture ospedaliere del Nord, Centro e Sud del Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Attivit\u00e0 previste per il raggiungimento dell\u2019obiettivo specifico<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Invio del questionario ai referenti del controllo infezioni\/Direzione sanitaria di ogni struttura sanitaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; title=&#8221;OBIETTIVO SPECIFICO 3&#8243; icon_color=&#8221;#0c71c3&#8243; title_level=&#8221;h3&#8243; title_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Ottenere dati epidemiologici sulle infezioni da CDI nelle regioni partecipanti al progetto.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Indicatore di risultato<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Elaborazione di un documento che descrive la prevalenza di CDI in un campione di strutture ospedaliere del Nord, Centro e Sud del Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Attivit\u00e0 previste per il raggiungimento dell\u2019obiettivo specifico<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Elaborazione di un sistema di sorveglianza attiva di CDI.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; title=&#8221;OBIETTIVO SPECIFICO 4&#8243; icon_color=&#8221;#0c71c3&#8243; title_level=&#8221;h3&#8243; title_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Mettere a punto linee di indirizzo per un\u2019efficace formazione degli operatori sanitari sulla gestione di CDI e per una efficace comunicazione all\u2019interno delle strutture finalizzata alla gestione e al controllo della diffusione di C. difficile.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Indicatore di risultato<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Elaborazione di un documento che descrive la metodologia utilizzata per la formazione del personale e l\u2019efficacia degli interventi formativi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Attivit\u00e0 previste per il raggiungimento dell\u2019obiettivo specifico<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Effettuazione di corsi formativi rivolti a personale di laboratorio, personale medico, infermieristico e addetti alle pulizie.<\/li>\n<li>Elaborazione di un documento con linee di indirizzo per formazione e modelli di comunicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; title=&#8221;OBIETTIVO SPECIFICO 5&#8243; icon_color=&#8221;#0c71c3&#8243; title_level=&#8221;h3&#8243; title_font=&#8221;Titillium Web||||||||&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Mettere a punto linee di indirizzo per la metodologia da seguire nell\u2019elaborazione dei protocolli sulla gestione di CDI.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Indicatore di risultato<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Elaborazione di un documento che descrive la metodologia utilizzata per la formazione del personale e l\u2019efficacia degli interventi formativi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Attivit\u00e0 previste per il raggiungimento dell\u2019obiettivo specifico<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Effettuazione di corsi formativi rivolti a personale di laboratorio, personale medico, infermieristico e addetti alle pulizie.<\/li>\n<li>Elaborazione di un documento con linee di indirizzo per formazione e modelli di comunicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243;][et_pb_button _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; button_text=&#8221;Materiale didattico&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/www.inmi.it\/?page_id=3665&amp;preview=true&#8221; \/][et_pb_button _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; button_text=&#8221;Update&#8221; custom_padding=&#8221;|120px||&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/www.inmi.it\/?page_id=3725&amp;preview=true&#8221; \/][et_pb_button _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; button_text=&#8221;Ricerca&#8221; custom_padding=&#8221;|120px||&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/www.inmi.it\/?page_id=3773&amp;preview=true&#8221; \/][et_pb_button _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; button_text=&#8221;Conferenze e convegni&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/www.inmi.it\/?page_id=3671&amp;preview=true&#8221; \/][et_pb_button _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; button_text=&#8221;News&#8221; custom_padding=&#8221;|120px||&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/www.inmi.it\/?page_id=3796&amp;preview=true&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.19.11&#8243; 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