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Virologhe nella Storia ♀


Concetta Castilletti, Maria Rosaria Capobianchi e Francesca Colavita 

Maria Rosaria CapobianchiFrancesca Colavita e Concetta Castilletti. Sono loro le tre ricercatrici del servizio sanitario regionale che hanno isolato il coronavirus di Wuhan 2019-nCov.
Le ricercatrici a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, sono riuscite (per prime in Europa) ad isolare il virus responsabile dell’infezione.
La sequenza parziale, denominata 2019-nCoV/Italy-INMI1, è stata già depositata nel database GenBank, e sarà resa disponibile per la comunità scientifica internazionale. “Il risultato ottenuto oggi è il frutto del lavoro di squadra, della competenza e della passione dei virologi di questo Istituto, da anni in prima linea in tutte le emergenze sanitarie nel nostro Paese”, ha commentato Capobianchi.
A capo del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani c’è proprio la dottoressa Maria Rosaria Capobianchi: 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora allo Spallanzani e ha dato un contributo fondamentale nel coordinamento delle emergenze infettivologiche in ambito nazionale. Francesca Colavita, da 4 anni al lavoro nel laboratorio dopo diverse missioni in Sierra Leone per fronteggiare l’emergenza Ebola, è invece una giovane ricercatrice. E poi Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti, classe 1963, specializzata in microbiologia e virologia.

 


Françoise Barré-Sinoussi

All’inizio degli anni Ottanta si verificano, in diverse zone del mondo, i primi casi di una malattia destinata a trasformarsi in breve tempo in una vera e propria epidemia. Nella sua forma acuta, questa malattia porta a una compromissione totale del sistema immunitario, con febbre, ingrossamento dei linfonodi e il conseguente insorgere di numerose patologie, dalla tubercolosi alla neuro-toxoplasmosi, dall’esofagite da candida a diverse forme di tumori. Si contrae per via sessuale – tramite sangue, sperma e secrezioni vaginali –  ma colpisce anche neonati infettati attraverso il latte materno e persone emofiliche sottoposte a trasfusione.
Il 4 febbraio 1983 il retrovirus è osservato per la prima volta al microscopio elettronico e il 20 maggio dello stesso anno Barré-Sinoussi e colleghi pubblicano su Science l’articolo in cui annunciano la scoperta; chiamato in un primo momento LAV (Lymphadenopathy-Associated Virus), sarà rinominato HIV (Human Immunodeficiency Virus) nel 1986. 
Circa un quarto di secolo dopo, nel 2008, Françoise Barré-Sinoussi riceve il premio Nobel per la scoperta.


Flossie Wong-Staal

Flossie Wong-Staal (nata Wong Yee Ching, cinese:黄以静; pinyin: Huáng Yǐjìng; 27 agosto 1946-8 luglio 2020) è stata una virologa e biologa molecolare cinese-americana. È stata la prima scienziata a clonare l’HIV ea determinare la funzione dei suoi geni, il che è stato un passo importante nel dimostrare che l’HIV è la causa dell’AIDS. Dal 1990 al 2002 ha tenuto la Florence Riford Chair in AIDS Research presso l’Università della California, San Diego (UCSD). È stata co-fondatrice e, dopo essersi ritirata dall’UCSD, è diventata responsabile scientifico di Immusol, che è stata ribattezzata iTherX Pharmaceuticals nel 2007 quando è passata a una società di sviluppo di farmaci incentrata sull’epatite C e ha continuato come responsabile scientifico.
Alla fine degli anni ’70, il team di Wong-Staal, insieme al Dr. Gallo, ha condotto una ricerca sul retrovirus umano, il virus della leucemia a cellule T umana (HTLV), e ha stabilito che era l’agente eziologico nella leucemia a cellule T umana adulta. Il suo team ha studiato specificamente la virologia molecolare di HTLV-1 esaminando i suoi attivatori trascrizionali e regolatori post-traduzionali. Questa scoperta è stata significativa nello studio dei retrovirus umani in quanto vi era un precedente dibattito sul fatto che i retrovirus potessero causare malattie nell’uomo.
Nel 1990, Wong-Staal è stata reclutata dall’NCI all’Università della California, San Diego (UCSD), dove ha avviato il Center for AIDS Research. Wong-Staal ha continuato la sua ricerca sull’HIV/AIDS presso l’UCSD. La ricerca di Wong-Staal si è concentrata sulla terapia genica, utilizzando un ribozima “coltello molecolare” per reprimere l’HIV nelle cellule staminali.


June almeida

I coronavirus sono noti dalla metà degli anni sessanta, quando furono osservati per la prima volta al microscopio elettronico (SEM: scanning electron microscope), grazie a una speciale tecnica analitica, la l’immunoelettromicroscopia (IEM) sviluppata della mente brillante di June Hart (che successivamente prese il cognome del marito – Enriques Almeida – e divenne nota come June Almeida). 
L’intuizione geniale di June è stata usare gli anticorpi prelevati da individui infetti per circondare i virus. June capì che poteva sfruttare il funzionamento degli anticorpi per “scovare” i virus presenti nei campioni da analizzare. Gli anticorpi infatti riconoscono i virus grazie a particolari proteine, dette antigeni, presenti sulla loro superficie esterna.


Tu Youyou

Tu Youyou (nata il 30 dicembre 1930) è un chimico farmaceutico e malariologo cinese. Ha scoperto l’artemisinina (conosciuta anche come qīnghāosù, 青蒿素) e la diidroartemisinina, usata per curare la malaria, una svolta nella medicina tropicale del ventesimo secolo, che ha salvato milioni di vite nella Cina meridionale, nel sud-est asiatico, in Africa e in Sud America.
All’inizio del 1969, Tu fu nominata capo del gruppo di ricerca Project 523 presso il suo istituto. Tu fu inizialmente inviata ad Hainan dove studiò pazienti che erano stati infettati dalla malattia.
Scienziati di tutto il mondo hanno esaminato senza successo oltre 240.000 composti. Nel 1969, Tu, allora 39enne, ebbe l’idea di selezionare le erbe cinesi. Ha studiato per la prima volta i classici della medicina cinese nella storia, visitando da sola i praticanti della medicina tradizionale cinese in tutto il paese. Ha raccolto le sue scoperte in un taccuino intitolato A Collection of Single Practical Prescriptions for Anti-Malaria. Il suo taccuino riassumeva 640 prescrizioni. Nel 1971, il suo team aveva esaminato oltre 2.000 ricette tradizionali cinesi e prodotto 380 estratti di erbe, da circa 200 erbe, che sono stati testati sui topi.

 Rosalind Franklin 

Nata a Londra nel 1920 da una famiglia di banchieri ebrei, è una bambina incredibilmente intelligente e portata per le materie scientifiche, tanto che “fare scienza” diventa presto il suo sogno più grande. Ma nell’Inghilterra del tempo le donne non possono nemmeno ambire a tale, importantissimo ruolo nella società. Nonostante lo scetticismo dei familiari, le viene comunque concesso di poter inseguire la sua strada, che nel 1945 culmina in un dottorato presso l’università di Cambridge.
Tra il 1951 e il 1952, Rosalind riesce a fotografare il DNA, ottenendo immagini straordinariamente chiare. Una in particolare, la celebre Photograph 51, svela la struttura a doppia elica della molecola. La foto immortala una singola fibra di DNA a 15 millimetri dalla sorgente di raggi X con un’esposizione di circa 100 ore.
Nel 1953 Rosalind Franklin si trasferisce al Birkbeck College a lavorare sulla struttura dei virus, ma nel 1956, si ammala di un tumore alle ovaie, probabilmente dovuto all’esposizione frequente ai raggi X. Il 16 aprile del 1958 muore a soli 37 anni.

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