COMUNICATO STAMPA
25 NOVEMBRE 2025
Emergenze infettive che richiedono alto isolamento, concluso il corso dello Spallanzani e dell’Aeronautica
Coinvolti circa 30 professionisti sanitari provenienti da diversi poli ospedalieri del Lazio per sviluppare competenze avanzate nella gestione di pazienti affetti da patologie ad alto impatto sociale come Ebola, SARS-CoV-2, MERS-CoV o agenti che possono rappresentare minacce biologiche intenzionali come vaiolo, peste, antrace.
Si è conclusa la seconda edizione del corso “Emergenze infettive che richiedono alto isolamento: Strategie di allerta da adottare in caso di epidemie”, realizzato dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma in partnership strategica con l’Aeronautica Militare. Il corso, iniziato a giugno e conclusosi lo scorso mercoledì, ha coinvolto circa 30 professionisti sanitari tra medici e infermieri provenienti da diversi poli ospedalieri del Lazio con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate nella gestione intra ed extraospedaliera di pazienti affetti da patologie ad alto impatto sociale come Ebola, SARS-CoV-2, Marburg, MERS-CoV o agenti che possono rappresentare minacce biologiche intenzionali (vaiolo, peste, antrace).
Come spiegato dall’infettivologa Laura Scorzolini, “In considerazione dell’aumentata frequenza di eventi epidemici e della concreta possibilità di diffusione di agenti biologici ad alto impatto sociale, la formazione di personale sanitario qualificato nella gestione di pazienti in alto isolamento rappresenta una priorità strategica per il sistema sanitario nazionale. Il corso, quindi, è stato progettato per rispondere a questa esigenza attraverso un programma formativo integrato che ha combinato teoria, esercitazioni pratiche e simulazioni operative in ambienti ad elevata complessità”.
Il corso si è svolto nelle principali strutture coinvolte nella gestione del biocontenimento e trasporto sanitario quali l’Innovation Smart Center dello Spallanzani e il Point of Entry dell’aeroporto militare di Pratica di Mare. Qui è stato illustrato un approfondimento sulle minacce biologiche di origine spontanea e indotta, accompagnato da un’analisi eco-epidemiologica delle patologie trasmesse da vettori. Molto importante e suggestiva la simulazione dell’arrivo e gestione di un paziente affetto da Ebola articolata in quattro gruppi operativi: assistenza in volo, trasferimento tra isolatori, gestione in tenda Isoark e decontaminazione. “Ogni fase – spiegano i responsabili – ha richiesto precisione e coordinamento evidenziando la complessità della gestione in biocontenimento e l’importanza di una rete multidisciplinare ben rodata”.
Nell’occasione, i partecipanti si sono anche esercitati nella vestizione/svestizione con dispositivi di protezione individuali e nella gestione di pazienti altamente infettivi in regime di biocontenimento.
Allo Spallanzani, invece si è tenuta una sessione caratterizzata da approfondimenti multidisciplinari su “Aspetti clinici e organizzativi della gestione del paziente critico in alto isolamento” in collaborazione con esperti della Regione Lazio, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana, della Croce Rossa Italiana, dell’Ospedale Sacco di Milano.
I partecipanti, durante le sessioni pratiche, sono stati chiamati a gestire scenari complessi in contesti di alto isolamento, mettendo in pratica competenze tecniche, operative e decisionali in situazioni ad elevata criticità.
Per i responsabili scientifici del corso, dr.ssa Laura Scorzolini e Colonnello Marco Lastilla, “Questa iniziativa rappresenta un modello formativo replicabile, capace di rafforzare la capacità di risposta del Servizio Sanitario Nazionale alle emergenze infettive. La sinergia tra istituzioni civili e militari, unita all’approccio multidisciplinare e alla simulazione realistica, sta permettendo di formare operatori sanitari in grado di affrontare scenari complessi con competenza, sicurezza e coordinamento”.
